LA CIVETTA

By Giovanni Pascoli

Stavano neri al lume della luna

gli erti cipressi, guglie di basalto,

quando tra l'ombre svolò rapida una

ombra dall'alto:

orma sognata d'un volar di piume,

orma d'un soffio molle di velluto,

che passò l'ombre e scivolò nel lume

pallido e muto;

ed i cipressi sul deserto lido

stavano come un nero colonnato,

rigidi, ognuno con tra i rami un nido

addormentato.

E sopra tanta vita addormentata

dentro i cipressi, in mezzo la brughiera,

sonare, ecco, una stridula risata

di fattucchiera:

una minaccia stridula seguita,

forse, da brevi pigolii sommessi,

dal palpitar di tutta quella vita

dentro i cipressi.

Morte, che passi per il ciel profondo,

passi con ali molli come fiato,

con gli occhi aperti sopra il triste mondo

addormentato;

Morte, lo squillo acuto del tuo riso

unico muove l'ombra che ci occulta

silenziosa, e, desta all'improvviso

squillo, sussulta;

e quando taci, e par che tutto dorma

nel cipresseto, trema ancora il nido

d'ogni vivente: ancor, nell'aria, l'orma

c'è del tuo grido.