LA GUAZZA

By Giovanni Pascoli

Laggiú, nella notte, tra scosse

d'un lento sonaglio, uno scalpito

è fermo. Non anco son rosse

le cime dell'Alpi.

Nel cielo d'un languido azzurro,

le stelle si sbiancano appena:

si sente un confuso sussurro

nell'aria serena.

Chi passa per tacite strade?

Chi parla da tacite soglie?

Nessuno. È la guazza che cade

sopr'aride foglie.

Si parte, ch'è ora, né giorno,

sbarrando le vane pupille;

si parte tra un murmure intorno

di piccole stille.

In mezzo alle tenebre sole,

qualcuna riluce un minuto;

riflette il tuo Sole, o mio Sole;

poi cade: ha veduto.