LA MAMMA EDUCATRICE

By Giuseppe Giusti

Viva Adelaide

che il cuor m'infiamma,

e in omnia sæcula

viva la mamma!

Donna mirabile,

donna famosa!

È un capo d'opera,

è una gran cosa.

Una domenica

l'incontro in piazza,

che aveva a latere

la sua ragazza:

mi ferma, e affabile

come conviene,

comincia al solito:

— Che fa? Sta bene? —

Ed alla figlia

che stava zitta,

gridò: — Su, animo!

Che fai lì ritta?

Via, grulla, avvezzati,

fa' il tuo dovere... —

Che mamma amabile!

Non è un piacere?

E poi, tenendomi

le mani ai panni,

soggiunse: — Oh, passano

pur presto gli anni!

L'ho vista nascere:

eh, malannaggio!

s'invecchia, e termina

l'erba di maggio.

Eh bimba, andiamcene,

stamane ho fretta:

venga un po' a veglia,

venga, s'aspetta.

Siam gente povera,

ma di buon cuore:

ci fa una grazia...

anzi un onore.

Via, bimba, pregalo...

stai lì impalata...

ma, santa Vergine!

sei pur sgarbata!

— È sempre giovane,

— dissi, — aspettate,

lasciate correre,

non la sgridate:

l'età, la pratica

è molto: e poi

farà miracoli

sotto di voi. —

Ai panegirici

non sempre avvezza,

fece una smorfia

di tenerezza

la vecchia, e a battere

sul primo invito

tornò, dicendomi:

— Dunque, ha capito:

sa dove s'abita:

verrà? — Verrò. —

E chi rispondere

potea di no?

V'andai. Col giubilo,

con quel sembiante

che per le visite

d'un zoccolante

ho visto prendere

dalle massaie,

quando alla questua

gira per l'aie.

Quelle, vedendomi,

in un baleno

precipitarono

a pian terreno;

poi risalirono

con meco; ed ambe

— Badi, — gridavano, —

badi alle gambe.

È poco pratico:

la scala è scura.

— Ma quanti incomodi!

Quanta premura! —

Salgo: si chiacchiera

sul più, sul meno:

mi dàn del discolo,

del capo ameno.

Tutta sollecita

la mamma intanto

scotea la seggiola,

puliva un santo:

da un certo armadio

fra pochi stracci

scioglieva in furia

due canovacci:

d'acqua in un angolo

la brocca empìa:

che mamma provvida!

che pulizia!

Finite all'ultimo

tante faccende,

disse: — E per tavola

cosa si prende?

Credi, Delaide,

sono sgomenta! —

E a me voltandosi

diceva: — Senta,

con tanti ninnoli

ci va un tesoro;

le voglie crescono,

manca il lavoro.

Oh, ripensandoci

m'affogherei:

almeno, càttera,

felice lei... —

Capii l'antifona,

ed un testone

le offersi a titolo

di compassione.

La vecchia ingenua

per la sorpresa

m'urtò col gomito,

si finse offesa;

ma per imprestito

poi l'accettò,

e per andarsene

s'incamminò,

e nell'orecchio

mi disse: — Ohè!

ritorno subito;

badiamo, veh!

Io per non ridere

alzando il ciglio,

risposi: — Diamine!

mi meraviglio! —

Esce da camera,

chiude la porta;

sta fuori un secolo:

che mamma accorta!

Poi tosse e strascica

prima d'entrare...

Il ciel moltiplichi

mamme sì rare.