La Salutazione Angelica. Opera Dramatica del sig. N. N.

By Girolamo Fontanella

Vesti, Polinnia bella,

I coturni d'argento e l'ali d'oro,

E qual tremola stella

Scendi dal sommo coro,

Qui dove altero e lieto

Mormorando ti chiama oggi il Sebeto.

Qui vienne, ove udirai

Spirto eletto dal ciel levarsi a gloria,

Qui tra scene udirai

Religiosa istoria,

Che fra cigni più degni

Dilettando le menti erge gl'ingegni.

Ei con atti devoti

Sa i costumi avanzar d'Argo e d'Atene,

Rendere i cieli immoti,

Fermar l'aure serene,

E con placidi detti

Può, canoro Proteo, cangiar gli affetti.

Spiega fervid'amante

De la vergine ebrea l'ardente zelo,

Quando supplice orante

Volgea suoi prieghi al cielo,

E di grazie ripieno

L'infinito restrinse entro il suo seno.

Ecco dal cielo immenso

Di cherubica luce alto messaggio;

Per farsi oggetto al senso,

Veste il bel crin d'un raggio,

Che qual lucida sferza

Su la neve del collo ondeggia e scherza.

Apre gli occhi in due stelle,

Stampa l'iridi sue sopra due cigli;

Fresche rose novelle,

Puri e candidi gigli

In un misto confonde

E ne forma le guance alme e gioconde.

Di rubino compone

Ne la bocca gentil le ricche mura,

Poi vi fa due corone

D'imperlata orditura,

Ove dolce odorato

Trova il moto la lingua, e varco il fiato.

Bianca stola d'argento

Di più soli trapunta usa per manto;

Leve poi più che 'l vento

Parte dal coro santo;

Tratta l'aure vitali,

Con soave agitar battendo l'ali.

Ecco drizza il bel volo,

U' l'antico Idumeo bagna il Giordano:

Qui, luminoso e solo,

Ferma il volo soprano,

E 'l bel tetto poi mira,

In cui vergine santa al ciel sospira.

L'ampie mura trapassa,

E qual raggio per vetro entra repente;

Ove scorre, ove passa,

Rende l'aria lucente;

Suona il tetto entro e fuori

Di celeste armonia ch'inebria i cori.

A la Vergine sposa

Riverente s'abbassa, umil s'inchina;

A la mistica Rosa

Stilla manna divina,

Et apporta giocondo

In un saluto la salute al mondo.

Questo angelico avviso,

Che svelò sì profondo alto mistero,

Volgendo il pianto in riso,

Spiega cantor primiero

Fra celeste drappello,

In drammatico stil cigno sì bello.

Musa, questi è ben degno

Fra' serafici spirti essere accolto;

Angel parmi a l'ingegno,

Al dir purgato e colto:

Non può, non sa fra noi

Narrar lingua mortal celesti eroi.