LA TERRA E I CIELI
Ascese il Golgota,
le man trafitte stese
orando, e tutti i secoli
in un amplesso e in un pensier comprese.
Chi mi dà sciogliere
l'ali da questo fondo,
e le tue vie conoscere
dagli splendor' di più sincero mondo,
o Terra; e intendere
la spirital parola
che nel lontano spandersi
delle divise genti, unica, vola,
qual veggo florida
dal poggio la vallea,
quale in fugace immagine
veggo lucente un'immortale idea?
Ahi! fiori candidi
veggo di sangue tinti,
ed incomposti e lividi
sogni tra forme angeliche dipinti.
Ma quel che a' languidi
nostri occhi appar disgiunto
da balze e da voragini,
nelle altezze di Dio non è che un punto.
Terra, che l'alito
dell'ardue tue cittati
al ciel sollevi, e il vortice
fumoso de' sofismi e de' peccati;
sei breve gocciola
all'oceàn de' mondi,
che s'alzano e ricadono
entro al letto de' secoli profondi.
Fanciulla indocile,
e vecchia invereconda,
la schiatta tua può tendere
il passo appena, ed in minaccie abbonda.
Ma ciascun'anima
è mondo, in te, più grande
che i cieli immensi, ov'agile
l'armonia di tua poca ala si spande.
Per ciascun'anima
ospite a te l'Eterno
venne, e domò gli spiriti
che versan pel turbato aere l'inferno.
A ciascun'anima,
occhio sereno e fido,
veglia un gentile spirito,
come rondine madre al dolce nido.
Tu pure un Angelo
hai di tue vie custode,
che le tue doglie tempera,
misera Terra, e de' tuoi merti gode.
Ogni famiglia
di stelle in ciel crescenti
Iddio commise a un Angelo,
e ministre gli diè beate Menti,
che cura prendano
di ciascheduna stella,
a ignoto fin la scorgano,
di mondi ignoti unanime sorella.
Quanto più d'etere,
alto cerchiando, piglia,
quanto in pensier moltiplica
ed in amor la splendida famiglia;
tanto gli Arcangeli,
l'innumerabil coro
lieti guidando, ascendono
l'eterne altezze, e Dio gioisce in loro.