LA TERRA E I CIELI

By Niccolò Tommaseo

Ascese il Golgota,

le man trafitte stese

orando, e tutti i secoli

in un amplesso e in un pensier comprese.

Chi mi dà sciogliere

l'ali da questo fondo,

e le tue vie conoscere

dagli splendor' di più sincero mondo,

o Terra; e intendere

la spirital parola

che nel lontano spandersi

delle divise genti, unica, vola,

qual veggo florida

dal poggio la vallea,

quale in fugace immagine

veggo lucente un'immortale idea?

Ahi! fiori candidi

veggo di sangue tinti,

ed incomposti e lividi

sogni tra forme angeliche dipinti.

Ma quel che a' languidi

nostri occhi appar disgiunto

da balze e da voragini,

nelle altezze di Dio non è che un punto.

Terra, che l'alito

dell'ardue tue cittati

al ciel sollevi, e il vortice

fumoso de' sofismi e de' peccati;

sei breve gocciola

all'oceàn de' mondi,

che s'alzano e ricadono

entro al letto de' secoli profondi.

Fanciulla indocile,

e vecchia invereconda,

la schiatta tua può tendere

il passo appena, ed in minaccie abbonda.

Ma ciascun'anima

è mondo, in te, più grande

che i cieli immensi, ov'agile

l'armonia di tua poca ala si spande.

Per ciascun'anima

ospite a te l'Eterno

venne, e domò gli spiriti

che versan pel turbato aere l'inferno.

A ciascun'anima,

occhio sereno e fido,

veglia un gentile spirito,

come rondine madre al dolce nido.

Tu pure un Angelo

hai di tue vie custode,

che le tue doglie tempera,

misera Terra, e de' tuoi merti gode.

Ogni famiglia

di stelle in ciel crescenti

Iddio commise a un Angelo,

e ministre gli diè beate Menti,

che cura prendano

di ciascheduna stella,

a ignoto fin la scorgano,

di mondi ignoti unanime sorella.

Quanto più d'etere,

alto cerchiando, piglia,

quanto in pensier moltiplica

ed in amor la splendida famiglia;

tanto gli Arcangeli,

l'innumerabil coro

lieti guidando, ascendono

l'eterne altezze, e Dio gioisce in loro.