L'ADDIO A BARGA

By Antonio Guadagnoli

Giacché vuol la sorte ria

Ch'io domani vada via,

Agli amici, e alla natale

Del Bargèo terra ospitale,

Prima almen del partir mio

Voglio dar l'ultimo addio;

E benché dubbio non nasca

Che il buon vino non vuol frasca,

Pure in versi dir ne vo'

Tutto il ben che posso e so.

Che? non merta forse Barga

Che si scriva? che si sparga,

Tanto in prosa quanto in rima,

Che d'un colle siede in cima,

E che in cerchio la vagheggiano

Ardui monti che verdeggiano

Qual d'olivi, qual di viti,

Qual degli alberi graditi

Che producono quel frutto

Che dà gusto da per tutto,

Tanto è amabile e squisito,

Tanto è dolce e saporito?

Piace ai giovani ed ai vecchi,

Piace ai grassi e piace ai secchi;

Piace ai nobili, ai plebei,

Ai cristiani ed agli ebrei;

Piace ai frati, piace ai preti,

Ai filosofi, ai poeti;

Piace ai sudditi ed ai re,

Piace a voi e piace a me;

Sia con vostra buona pace,

La Castagna a chi non piace?

Piace fino alle persone

A cui fece indigestione!

Deh vi sieno i Numi amici,

O di Barga alme pendici,

Ove sette dì passai

Obliando tutti i guai,

Tra la gioia, la letizia,

E i piacer dell'amicizia!

Dopo questa digressione,

Mi sia lecito e permesso

Favellar delle persone,

Principiando dal bel sesso.

Benedette! qui le Donne

Non si fan gonfiar le gonne

Dalla salda: voglio dire

Che non pongon nel vestire

Quella tattica, che ha

Una donna di città.

Qui non scorgesi impostura;

Quel che c'è, tutto è natura!

(E a dir vero non è poco):

Mostran anche un certo foco,

Ed un brio, che al forestiere

Dà moltissimo piacere.

Anche i maschi sono affabili,

Son gentili, sono amabili,

Nemicissimi dell'ozio,

E ognun bada al suo negozio. -

Hanno ingegno, hanno talento

Chi a suonare uno strumento,

Chi ad ambir sugli altri il vanto

Nella dolce arte del canto;

Chi a far versi, chi a far prose ...

Oh son bravi a tante cose!

Io non trovo in essi che

Una pecca sola, ed è:

Di lasciare invendicato

San Cristoforo sgambato

Dai Canonici del Duomo;

Pover uomo! pover uomo!

Dunque voi Bargee pendici,

Dunque voi diletti amici

Ricevete ora il tributo

Di quest'ultimo saluto,

Giacché vuol la sorte ria

Ch'io domani vada via.

Chi può dir quanto m'affanna

Il lasciarti, o Marianna,

Che di cor, senz'etichetta,

Come l'animo ti detta

A chi vienti a ritrovare

Offri alloggio, e da mangiare?

Né a' tuoi ospiti dai tu

Questo sol; ma dai di più:

Poiché dai musica e ballo,

Scampagnate a piè e a cavallo;

E vediamo in dolce unione

Ogni sera più persone

Far piacevole corona

Della casa alla Padrona.

Or si canta un'arïetta,

Or si suona la spinetta,

Ora il corno; ma tu l'odi

Fare in sì soavi modi,

Che riescono graditi

E alle mogli ed ai mariti.

Ed io dunque da quel loco

Dove regna l'allegria,

Dove tutto è festa e gioco,

Io doman dovrò andar via?

E ciò poi che più m'affanna

Lascerò la Marianna?

Deh almen voi, Bargee pendici,

Deh almen voi, diletti amici,

Giacché vuol la sorte ria

Ch'io domani vada via,

Accogliete ora il tributo

Di quest'ultimo saluto!