L'AMOROSA GIORNATA

By Giovanni Pascoli

Quando trovai ne' miei pensier presente

il tuo viso e le lunghe fila bionde,

scoteva il vento l'ombre gemebonde:

or già tace la notte; e l'ombre intente

ansano appena, e l'ampia terra desta

di luce strana sembra che si vesta.

Roca la squilla odo sonare a festa;

e l'alba trema, mentre incerta sale

sul candido silenzio universale.

Tra i fior nascenti indugi il passo, quale

fata dopo l'incanto al sol s'appresta

spargere il raggio della bionda testa.

Un ronzìo d'api, lievi frulli d'ale

odo, e sussurro di ruscel corrente

nel meriggio tranquillo e rilucente.

Volge il mio cuore a te, fata piacente;

e so che un bel sorriso gli risponde

di là, tra il verde delle nuove fronde.

E le rondini zillano alle gronde

di qua, di là, vertiginosamente:

anche noi si cinguetta al sol cadente.

Al sol, che ne' tuoi puri occhi s'infonde,

luce sottentra, che nel ciel d'opale

sparge un immenso biancheggiar nivale.

Chi nel cielo, cui corre il maestrale,

il lento oblìo, l'opaca notte arresta?

Canta l'inconsapevole foresta.

Or che notturna infuria la tempesta,

felice ascolto l'equinoziale

pioggia strosciare, assidua, lenta, eguale:

ché a fuggevoli baci il tuon ridesta

sovente le tue labbra fremebonde;

gli occhi no, che il guancial timidi asconde.

Muove il tuo cuore quasi in rapid'onde;

poi si appisola e dorme dolcemente,

sì che il mio che lo culla appena il sente.