L'ASINO, E LA PECORA

By Giacomo Leopardi

Asinel pasciuto, e grasso

Vide un giorno andando a spasso

D'un lion l'orrida pelle,

L'aspre zanne, e le mascelle

Stese in terra abbandonate,

E d'alcun più non curate.

Volle allora insuperbito

Da lione andar vestito;

Già la pelle egli s'indossa

Più non teme urto, o percossa,

Già trascorre per le selve,

Già si meschia all'altre belve;

Crede già d'esser temuto

Da l'armento, e dal cornuto

Bue robusto, e dal veloce

Corsier nobile, e feroce.

Ma di lana adorna, e bella,

Candidetta pecorella,

Nel vederlo “chi è costui?”

Dice, e va contro di lui,

E la pelle ond'era adorno

Toglie via con suo gran scorno,

E il Somaro svergognato

Fu del basto caricato.

Chi vuò far quel che non deve

Beffe sol da ognun riceve.