Leone XIII

By Sergio Corazzini

Il pontefice è là: tetro, verdastro,

ultimo re ne la superba reggia;

un rosario lievissimo azzurreggia

fra le immobili dita d'alabastro.

Dorme? Sogna? È tranquillo forse come

giammai lo fu il dolce vecchio asceta.

È tranquillo: raggiunse la sua meta?

ode Cristo Gesù chiamarlo a nome?

O forse presa da malinconia,

gli detta un verso l'anima fuggente?

o forse è così queto, indiferente

perché il core gli fu portato via?

Passa la folla, muta, e il suo signore

a lungo mira con tremanti ciglia...

Pensa il papa: mi fu strappato il core,

non posso benedirti, o dolce figlia!

E la persona irrigidita, avvolta

ne le bende pesanti par che frema,

una parola su la bocca trema,

ed Egli muor d'angoscia un'altra volta!...