LI

By Domenico da Prato

Li primi moti nell'arbitrio nostro

non son, come si prova, per ragione,

poi c'è data bailia, che sottopone

ogni nuovo accidente, e chiar vel mostro.

Ché se colse il mio cor, come pria il vostro,

medesmo oggetto, l'alma in sé dispone

uscir, ch'altro non è che oppenïone,

e voi lasciar nell'amoroso chiostro.

Alcun vuol dir che Amor vincer non puossi;

non, s'egli è trasformato in lui chi 'l dice,

al qual più libertà di sé non resta;

e questo è falso: assai pur vi son grossi.

Così vi lascio il processo felice

e cedo a voi, se mai v'ebbi richiesta.