LI

By Giusto de' Conti

Soccorri, o mio conforto et vera pace,

Soccorri, ch'io son giunto dal martire:

La doglia è sì nel colmo, che più gire

Nanzi non puote omai, se non mi sface.

O d'ogni mia salute sol verace

Porto, ove a forza mi convien fuggire,

Se campar voglio vita, che al perire

Giunta la veggio, sì come altrui piace.

Ma se di tanto mal pietà giamai

Aver da te si debbe, a che pur guardi?

Provedi alla virtù, che è stanca et lassa.

A che, dolce mia fiamma, a che pur tardi?

Le lagrime m'abondan tanto omai,

Che il troppo pianto a me pianger non lassa.