LI
Soccorri, o mio conforto et vera pace,
Soccorri, ch'io son giunto dal martire:
La doglia è sì nel colmo, che più gire
Nanzi non puote omai, se non mi sface.
O d'ogni mia salute sol verace
Porto, ove a forza mi convien fuggire,
Se campar voglio vita, che al perire
Giunta la veggio, sì come altrui piace.
Ma se di tanto mal pietà giamai
Aver da te si debbe, a che pur guardi?
Provedi alla virtù, che è stanca et lassa.
A che, dolce mia fiamma, a che pur tardi?
Le lagrime m'abondan tanto omai,
Che il troppo pianto a me pianger non lassa.