LI

By Ludovico Leporeo

Amor tiranno, quai Sanson ne arrapi,

Poi sotto il giogo tuo ne incurvi e crepi,

Né vuoi che alcun di noi si lagni o strepi,

Mentre il succo del cor ne succhian l'api.

Vorace arpia, per tue gioconde dapi

Le viscere ne svelli e ne sorrepi,

E tra le spine, tra' roveti e siepi

Ne incespi e intrespi, e ne scapigli i capi.

Altri in oscura carcere ne stipi,

Altri di speme e libertà ne spropi,

Altri ne fai di rea Medea mancipi.

Miseri più d'Enceladi e Ciclopi,

Tutti ne affoghi tra gli ondosi Euripi,

Nel mar de' nostri pianti, arsi piropi.