LIBRO DECIMO

By Giovanni Boccaccio

Nel decimo l'uficio funerale

fanno li greci re a' morti loro;

e Teseo chiama Itmon sanza dimoro,

il qual d'Arcita il mal dice mortale.

Poi Arcita a Teseo racconta quale,

dopo la morte sua, del suo tesoro

il testamento sia; e poi con ploro

quasi con Palemon fa altretale.

Poscia, presente Emilia, seco stesso

del suo morir si dole, e poi con lei;

e ella dopo lui, porgendo ad esso

gli estremi basci con dolenti omei.

Quindi a Mercurio lita e piange appresso,

poi l'alma rende all'immortali iddei.