LIBRO DUODECIMO

By Giovanni Boccaccio

In questo duodecimo libello

disegna primamente l'autore

come e perché si lasciasse il dolore

da tutti avuto del morto donzello;

quindi l'aspetto grazioso e bello

d'Emilia disegna, e con onore

la fa sposare al tebano amadore,

chiamato prima Imineo nel sacello.

Poi le sue nozze magnifiche pone,

e, il partir de' regi dimostrato,

debito fine fa al suo sermone,

avendo prima al suo libro parlato

quasi per modo di conclusione,

dicendo sé nel porto disiato

esser con venti diversi arrivato.