LIBRO DUODECIMO
In questo duodecimo libello
disegna primamente l'autore
come e perché si lasciasse il dolore
da tutti avuto del morto donzello;
quindi l'aspetto grazioso e bello
d'Emilia disegna, e con onore
la fa sposare al tebano amadore,
chiamato prima Imineo nel sacello.
Poi le sue nozze magnifiche pone,
e, il partir de' regi dimostrato,
debito fine fa al suo sermone,
avendo prima al suo libro parlato
quasi per modo di conclusione,
dicendo sé nel porto disiato
esser con venti diversi arrivato.