LIBRO TERZO

By Giovanni Boccaccio

Nel terzo a Marte dona alcuna posa

l'autore, e discrive come Amore

d'Emilia, bella più che fresca rosa,

a' duo prigion con li suoi dardi il core

ferendo, elli accendesse in amorosa

fiamma, mostrando poi l'aspro dolore

del soverchio disio e l'animosa

voglia di far sentire il lor valore.

E poi, pregando il figliuol d'Isione

il gran Teseo, suo amico caro,

Arcita fa fuor trarre di prigione;

e mostra i patti che con lui fermaro,

e poi, preso congio da Palemone,

d'Attene il mostra uscir con duolo amaro.