Licaone trasformato in Lupo d'Ambrogio Figino.

By Giovambattista Marino

Dal cibo abominando

del pargoletto ucciso

torce Giove sdegnoso il guardo e 'l viso;

ond'empie l'uccisor cangiato in belva

d'ululati la selva.

FIGIN, l'atto è sì crudo, e sì nefando,

che l'occhio il prende a schivo,

se non ch'espresso al vivo

dal tuo divin pennello,

l'orror diletta, e 'n sì bell'opra è bello.