LII (56)

By Luca Contile

Come del fuoco il picciol corpo resta

aëscato da l'oglio, o da la cera,

per cui non può, né cura a la sua sfera

alzar l'acuta e frettolosa testa,

così l'anima dentro fragil vesta

si pasce indarno semplice e leggiera

scordevol fasse de la gloria vera,

e nel mortale l'immortale innesta.

Ma se per morte fuor del corpo vola,

come da l'arbor alto secca fronde,

a la prima cagion tornar non puote,

sì resta afflitta, sconsolata e sola,

che speme di salute non risponde,

eterna preda di dogliose note.