LII

By Giacomo Lubrano

Gravida il sen d'imaginarie fole

sogna chimica l'Arte a fochi lenti

infonder alma a putridi Elementi,

dar vita a l'Oro adultera del Sole.

Né cieca al fumo ravveder si vuole

che il suo delirio è un embrion di vento,

e se vagisce mai fra scoppi ardenti

in culle di carbon spira la prole.

O de l'ingegno uman delusi inganni!

Ciò che può far non fa. Può far sicuri

prezzi d'Eternità fugaci gli anni.

E sol precipitando estratti impuri

fissa bugie di sublimati affanni.

Idoli di rapine ama i Mercurii.