LII

By Giovanni Prati

Sotto un´elce posar, tristo né lieto

del mio destino; e non contar gl´istanti;

e i profumi spirar del ginepreto;

e le rosee seguir nuvole erranti;

e a la giovin velata Isi il segreto

non dimandar de´ suoi divini incanti;

e in quel sonno dell´alma inconsueto

non aver che il Silenzio a me davanti;

e tentar di saper ciò ch´egli sia

nella terra e nel cielo: antica è questa

vaghezza e sogno della mente mia.

Ma nulla io seppi dell´arcana cosa,

nulla. E a me nel mio sogno altro non resta

che l´odor dei ginepri e un ciel di rosa.