LII
Questo degno e gran signore
fatto s’è servo d’amore.
Egli è sire della Morea
e dell’india di Sorìa,
e non crede in legge ebrea,
né cristiana fé disia;
nella tana di Rossìa
tien ognuno in gran timore.
E’ non è uom di paura,
e cavalca volentieri;
quand’egli è nell’armadura,
è un franco battaglieri;
s’egli ha sotto buon corsieri,
d’ogni impresa vuol onore.
Gran paesi ha sottomessi
sotto la suo signoria:
tutti gli uomini ha defessi,
tienne quattro in prigionia
per la lor gran leggiadria
che gli dàn diletto al core.
Per la lor piacevolezza
gli conserva in questa vita:
deh, gustate gentilezza,
quant’ell’è degna e gradita;
O brigata, stat’unita
a veder sanza romore.