LIII

By Francesco Beccuti

Fuggendo la prigione ove Amor tolse

cinque anni a far di me continuo scempio,

di Libertade era io vicino al tempio

e volea render grazie a chi mi sciolse;

ma gli onesti miei passi indietro volse

nuova beltà, che di sua man quell'empio

ritratto avea dal suo medesmo esempio,

dove ogn'inganno, ogni vaghezza accolse.

Erano gli occhi strali e 'l bel ciglio arco,

le guance foco; ond'io, bersaglio ed esca,

subitamente fui piagato ed arsi.

Così questa mia fuga è stata un varco

di laccio in laccio e, perché mai non esca,

veggio tutti i miei prieghi al vento sparsi.