LIII

By Giovanni Prati

Torniam, musa, a l´aprile. È acerba usanza

spender nel tedio sconsolato l´ora,

o nel vano desio questo che avanza

ambrosio lume della vita ancora.

Pria di partirci, a la ridente aurora

apriam le imposte della vecchia stanza;

e, come un nido verginal s´infiora,

rivestiamla di luce e di speranza.

Giovinetti e fanciulle abiteranno

le deserte da noi case del mondo:

perché fregiarle di funerei fiori?

Lasciam coltri di rose ai loro amori;

e, cantata la lode al dì giocondo,

nascondiam nella fossa il nostro affanno.