LIII

By Giuseppe Parini

Qual fu, qual fu la scellerata mano

che le sacre di Pindo alme parole

ardì di violare, e 'l dritto e sano

pensier volgere in torte insulse fole?

Chi fu colui che 'l calamo profano

osò condurre in su l'elette e sole

pure voci del bel fiume toscano,

d'onde tanto piacer scorrer ne suole?

O Muse, voi che le sorelle audaci

cangiaste in piche, a che stavate intente,

quando costui venne a turbar vostr'acque?

E tu, Febo, il gran telo ove si giacque,

che le zanne confisse un dì mordaci

al figliuol della Terra empio serpente?