LIII

By Guittone d'Arezzo

Ahi, mala noia, mal vo doni Deo,

che mal dicente a forza esser me fate;

unde ciascun per cortesia recheo

che mel perdon, poi ch'è for volontate.

Malvagia donna, poi lo fatto meo

vi spiace, perché amor mi dimostrate?

Bon è 'l sembrante e lo parlar è reo:

mester è che l'un sia de falsitate.

Or no or sì, mostratemi sovente;

partir né star no oso in vostro amore;

né mor né vivo: tale è 'l convenente.

Deo, mala donna, siatene segnore

a dir o no o si ben fermamente,

ch'eo parta en tutto, o ve stea servidore!