LIII

By Lorenzo de' Medici

L'altero sguardo a' nostri occhi mortale,

che spegne ogni bellezza che ha dintorno,

fuggito avia, per prender d'alcun giorno

con Amor triegua, e tôr forza al suo strale,

quando Amor, o la sorte mia fatale,

invida che al mio mal dessi soggiorno,

mio basilisco di pietate adorno

mostrommi (ah, contr'a Amor null'arme vale!),

nel tempo che da noi è più distante

el carro che mal già guidò Fetonte,

che 'l pensier vede più quel che più spera.

Diposto avia lo sdegno il bel sembiante,

e quel bel che mancava alla sua fronte,

pietate aggiunse alla bellezza altera.