L'ITALIA

By Niccolò Tommaseo

Sola, inerme, tramortita

giaci, o donna delle genti.

Delle febbri e dei tormenti,

che sentir ti fean la vita,

più tremendo è 'l tuo languor.

Manda, o Padre, alla sopita

una scossa avvivatrice;

dona, o Padre, all'infelice

ch'ella intenda il suo dolor.

Non improvvida baldanza,

non imbelle e vil sospiro;

non ignobile il desiro,

non feroce la speranza,

non sia stolto il suo clamor.

D'una vergine fragranza

di ventura età men vile

la ristora; e sia simile

a martirio il suo dolor.

S'esser dee, Padre, di pianti

e di sangue il suo lavacro,

deh quel sangue almen sia sacro;

deh non sian ludibrio i vanti

dell'italico valor.

Di pudico ardir, di santi

detti, e d'opere leggiadre

la consola: e intessi, o Padre,

qualche gloria al suo dolor.

Vero amor più non s'alletta

nella misera cattiva:

tu l'amore in lei ravviva;

sia l'amor la sua vendetta,

sia l'amore il suo tesor.

E se incontro a lei s'affretta

per la notte del futuro

nuova pena, almen fia puro

d'ire inique il suo dolor.

A te chiami, e si consigli

col tuo Verbo la tradita.

Tu la via, tu sei la vita;

tu la invola a rei perigli

della speme e del terror.

Tu la campa da' suoi figli,

dagli amici e dagli amanti.

Voi che in lei nasceste, o Santi,

tregua orate al suo dolor.