LIV
Da poi che Dio infra' mortal v'ha scorto,
degno di tante grazie a voi donate,
se sapessi d'ogniun la veritate,
non sarebbe a nessun mai fatto torto.
In Dio e 'n Vostra Altezza mi conforto,
ben che 'l mio viver sia breve giornate;
cercate del mio vero, e non vogliate
che a Dio mi doglia poi ch'i' sarò morto.
Contr'ogni mia credenza Dio m'ha messo
nella dolce mia patria, dove io nacque:
sol fu cagion quel che mi fu promesso.
Ché quando a Vostra Altezza tanto piacque,
non mi dorria del grand'error commesso,
a tormi 'l marmo per quel gran Dio dell'acque.