LIV

By Berardino Rota

O de le mie tempeste amico porto,

Portia, più de la prima illustre e chiara,

o bel thesoro, o pretiosa, o cara

gemma che ’n mezzo il cor rinchiudo e porto,

deh, perchè il mondo me prima non morto

vide? Ch’amor più grande e fé più rara

veduto havrebbe. Ahi, Morte invida avara

qual fece al secol nostro ingiuria e torto!

Di più vivo carbon più bella historia

tu dato havresti, e più che mille Rome

Napoli tua n’andrebbe in pregio e in gloria.

Donna di Dio sol degna, or dove, or come

mi lasci in pianto? O mia nobil memoria,

o per me sempre amaro e dolce nome!