LIV

By Giovambattista Marino

Barbuto, il capro mio pregiato e bello,

che può far al celeste invidia e scorno,

quel tutto brun, ch'ha lungo e crespo il vello,

et ha sì dritto e sì pungente il corno;

vedi, vedilo là presso il ruscello,

d'edra la fronte e di vitalba adorno,

che, come dela greggia e capo e scorta,

argentina squilletta al collo porta.