LIV

By Giusto de' Conti

Se fusse mio destino, o gran valore

Di mie crudeli stelle, o qualche inganno,

Che i tuoi begli occhi sì trattato m'hanno,

Non so, ma sia chi può, sel vuole Amore.

Usa mia libertà come signore

Grato nel servo, non come tiranno;

Vinca tua crudeltade il lungo affanno,

Miei prieghi, e i miei lamenti, e il gran dolore.

Né prender tal vaghezza di mia doglia,

Che non ti fia più caro il piacer mio;

Che tuo sia il danno, quando Amor m'uccida:

A me fia gratia, che di qui mi scioglia,

Se ben morendo, more quel disio,

Che ciascun giorno a più dolor mi guida.