LIV

By Pietro Bembo

Speme, che gli occhi nostri veli e fasci,

sfreni e sferzi le voglie e l´ardimento,

cote d´amor, di cure e di tormento

ministra, che quetar mai non ne lasci,

perché nel fondo del mio cor rinasci,

s´io te n´ho svelta? e poi ch´io mi ripento

d´aver a te creduto e ´l mio mal sento,

perché di tue impromesse ancor mi pasci?

Vattene ai lieti e fortunati amanti

e lor lusinga, a lor porgi conforto,

s´han qualche dolci noie e dolci pianti.

Meco, e ben ha di ciò Madonna il torto,

le lagrime son tali e i dolor tanti,

ch´al più misero e tristo invidia porto.