LIV

By Pietro Jacopo De Jennaro

Non par ch'ardisca la mia mano algente

tentar la rozza e discordante lira,

per dir quant'alto tua virtute spira,

signor mio sagio, forte et eloquente.

Però che quanto al tuo voler repente

el ciel si mostra e quanto in te se agira

beltà, sarebe Orfeo rivolto in ira

cantar volendo, e di sua gloria absente.

Ma per non far como chi tace e brama,

che temendo e sperando vive in guerra,

te scrivo fuor d'ogni sentenzia e d'arte.

Bastime sol ch'io scriva che per fama

e per presenzia singulare in terra,

Mercurio sei, Cupido, Apollo e Marte.