LIV

By Auteur inconnu

Generoso e gentil core

sempre fu vago d’amore.

Se no’ siamo innamorati,

l’amor vien da gentilezza;

e’ non regna in cori ingrati

né in còr pien di durezza;

ci ha costretti la bellezza

di costor farci suggetti:

ogni amor sanza difetti

par che sia degno d’onore.

Vilipendio e grande infama

par che sia ne’ còr gentili

contra chi disia o ama

cose rozze, basse e vili;

amar uomini virili

e amici delle muse,

dove son virtute infuse,

non ci par che sia errore.

Non ci ha mosse amor lascivo

di nessun carnal piacere;

sì ’l valor superlativo

che ’n costor si può vedere:

isperando ancor d’avere

per lo mezzo eterno nome,

sopportiàn d’amor tal some

sanza aver alcun timore.

Non si debbe biasimare

amor, quando egli è onesto;

la virtù si debbe amare

perché ’l tempo fie richiesto;

questo sia la chiosa al testo:

che chi ha ’l còr generoso,

d’ogni virtù è bramoso

e d’amor sente nel core.