LIX

By Giovanni Prati

Di che sei trista? A che sì grave il ciglio

movi, o dolce Neera, e il piè sì lento?

Lascia fuggir, come fogliette al vento,

queste malinconie senza consigio.

Godi il breve tuo dì: tedio e lamento

ogni fresca beltà pone in periglio.

Dà´ retta a i savi; e con le man di giglio

afferra il ciuffo al rapido momento.

La bella gioventù passa, o Neera,

come un sogno d´amor fatto su l´erba

a l´argentino romorio dell´acque;

e col gaio tornar di primavera

non torna il sogno, ma una larva acerba,

che sì poco somiglia al ben che piacque.