LO SPAVENTO NOTTURNO.

By Giacomo Leopardi

Odi, Melisso: io vo' contarti un sogno

Di questa notte, che mi torna a mente

In riveder la luna. Io me ne stava

A la finestra che risponde al prato,

Guardando in alto: ed ecco a l'improvviso

Distaccasi la luna; e mi parea

Che quanto nel cader s'approssimava,

Tanto crescesse al guardo; infin che venne

A dar di colpo in mezzo al prato; ed era

Grande quanto una secchia, e di scintille

Vomitava una nebbia, che stridea

Sì forte come quando un carbon vivo

Ne l'acqua immergi e spegni. Anzi a quel modo

La luna, come ho detto, in mezzo al prato

Si spegneva, annerando, a poco a poco;

E ne fumavan l'erbe intorno intorno.

Allor mirando in ciel, vidi rimaso

Come un barlume o un'orma, anzi una nicchia,

Ond'ella fosse svelta: in guisa ch'io

N'accapricciava; e ancor non m'assicuro.

E bene hai che temer, chè agevol cosa

Fora cader la luna in sul tuo campo.

Chi sa? non veggiam noi spesso di state

Cader le stelle?

Egli ci ha tante stelle,

Che picciol danno è cader l'una o l'altra

Di loro, e mille rimaner. Ma sola

Ha questa luna in ciel, che da nessuno

Cader fu vista mai se non in sogno.