LO SPAZIO

By Niccolò Tommaseo

L'ampio sereno ove l'ardenti piume,

stelle felici, giubilando aprite,

pieno è non sol di puro etra e di lume,

ma di pensanti vite.

Così la mèsse, ancor tra verde e bionda,

gremìta ondeggia, ed acconsente al vento;

così di largo fiume onda con onda

si preme, e fa concento.

Per tutto è spirti e idee. Non puoi ne' cieli

o nel gorgo de' bàratri profondi

interstizio pensar, che in sé non celi

germe e ragion di mondi.

Per questa selva di viventi amori

passa il raggio di Dio, come per vano,

e candido, e rifranto in bei colori

spira nell'occhio umano.

E quante apre in sembiante ampie distanze

al guardo e al passo de' viventi Iddio,

è campo alla fatica, alle speranze,

è alito al desìo.

Commove ad ogni passo un mondo intero

d'intorno a sé l'uom cieco, e a sé par solo:

così l'aere invisibile leggiero

sostien la penna al volo;

così sul capo del fanciullo aggreva

una soave man colonna immensa

d'aria vibrante, ed il fanciul si leva,

e corre, e ciò non pensa.

Com'uom si desta in quel che all'alba pura

rendon le nubi e i fior' dolce sorriso,

e vede i poggi e il mare, e la verdura

fresca, e un amato viso;

così, dolce Signor, nel dì supremo

che ci farà di te vivi e veggenti,

la svariata unanime vedremo

famiglia d'elementi,

che a noi conduole e congioisce ignota,

fedel compagna all'esule viaggio,

e nel respiro uman si mesce, e nuota

com'atomi in un raggio.