Luciano.

By Giovambattista Marino

Vomere tra' più chiari e più felici

arò la penna mia carte feconde.

Sparsi e piantai su le Castalie sponde

d'alta immortalità semi e radici.

I campi di Virtù verdi ed aprici

irrigai di sudori, in vece d'onde.

Di temperato Sol, d'aure seconde

nutriro i germi miei Muse cultrici.

Partorìr le mie nobili fatiche

frutto di gloria, ed onorata mèsse,

qual non produsser mai stagioni antiche.

E s'è pur ver, che 'n mio terren nascesse

qualche spina pungente in fra le spiche,

fur più belle che i fior' le spine istesse.