Lucrezia romana dipinta da Gio. Giacopo Sementi
Di dolor, di rossor, di sdegno accesa,
Sprezzatrice di vita e d'onor vaga,
La pudica latina il seno impiaga,
Che può soffrir la morte, e non l'offesa.
E stretto il ferro a l'onorata impresa,
De l'oltraggio si duol, non de la piaga;
E tanto col morir suo sdegno appaga,
Ch'ha sembiante d'ultrice, e non d'offesa.
Peccò, dice, beltà, beltate or pera,
Che fu la colpa de la colpa altrui,
E se questa non fosse, il reo non era.
Arse amante lascivo, e l'esca io fui,
Superbo ei d'alma, io di bellezze altera,
Egli di me tiranno, ed io di lui.