L'ULTIMO FRUTTO

By Giovanni Pascoli

Io t'amo, o tarda bacca selvatica,

che non maturi se non nell'intima

cucina, pendendo in corimbi

più su delle dita dei bimbi.

Te il più ritroso porta tra gli alberi

familiari, ed ultima, e piccola

ma cara, il villano ti coglie

pensoso al cader delle foglie;

e tu, mentre urlano aspre le raffiche,

ricordi ai bimbi chiusi che ronzano

per casa come api nel bugno,

le rosse ciliegie di giugno.

Rosea ma lazza come la vergine

che sul materno palpito s'educa,

tu ami la casa tranquilla,

tu ami il camino che brilla.

Maturi lenta come la vergine,

che un dì qualcuno stacca dai rosei

fratelli; e poi liba con lieto

stupore un suo miele segreto.