L'ultimo sogno

By Sergio Corazzini

Io sono giunto alla città

nel mezzo del bosco.

Batto alla porta, nessuno domanda,

batto a tutte le porte

della città muta; non odo

che fontane cantare

canzoni senza ritornelli

a la Monotonia.

Io grido: «non saprò

domani tornare

per la stessa via!

Sono un fanciullo bianco

ed è fiorita per i miei capelli

una ghirlanda!

Le mie piccole mani sono pure

come quelle dei santi di cera;

amo le creature

non so che una povera preghiera».

Le fontane cantano sempre

nella città muta dei sogni.

Io mi allontano

e la mia veste bianca

se la dividono i rovi,

e la mia ghirlanda s'è mutata

in una corona di spine,

le mie piccole mani sanguinano

senza fine

e l'anima è triste come

li occhi

di un agnello che sia per morire.

E le fontane cantano

dietro le bianche porte.

Ah! sono io dunque colui

che non dormirà più

che non sognerà più

fino alla morte?