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By Agnolo Firenzuola

Deh come da lontan scorgo il gran Giove

Colmar d'invidia il Tebro, e 'l suo buon frate

Da l'onde ibere a quelle d'Eufrate

Spargere il suon de le sue glorie nuove.

Pur mille gentil spirti, da le nove

Sorelle accesi, han sue rime infiammate

Di quei desir, che ne l'antica etate

Fecero (Atene il sa) sì belle prove.

Oggi il novello Prince, a' sacri Dei

Offerendo se stesso, e al sacro fonte

Rinascendo, e lavando i nostri errori;

Veggio d'opime spoglie e gran trofei

Pingerli il seno, e da i piedi a la fronte

Empierlo tutto coi romani onori.