LV

By Giacomo Lubrano

Di lubrici letarghi oppio squamoso,

e di sincopi vive estro guizzante,

un vil parto del mar spira anelante

gelide epilepsie di verno ondoso.

Funambolo velen per gli ami ascoso

corre ad assiderar la man tremante:

e può render col tocco in un istante

intormentito Marte, Ercol pauroso.

Or va' fidati al braccio, offendi irato

chi par vòto di forze, inerme al guardo:

che sentirai mancarti il moto, e 'l fiato.

Non è men forte il mal, benché infingardo:

le Torpedini sue ha pure il Fato:

ove le temi men, covano il dardo.