LV.

By Luigi Tansillo

Già desiai, qual voi, dar col mio canto

Al vostro buon Signor pregio immortale;

E 'l cantai spesso, sebben voce eguale

Non sperava e subbietto alto cotanto.

Tacquimi alfin, poiché m'accorsi quanto

Era al gran merto suo già diseguale.

Non avvien così a voi, che far d'uom frale

Potete eterno, e in gioia volger pianto.

Senz'altrui lume il vostro alto vedere

Corre le umane cose, e le divine,

E l'immenso di lor, come il finito.

Cantate dunque voi sue glorie intere:

Spiegate in carte tosche, ed in latine

La bontate e il valor d'un nuovo Tito.