LV
VNel tempo che Saturno regnò in terra,
regnava Pudicizia e Castitade,
e con grande onestade
viveva il mondo, or pien d'ogni bruttura.
Fin che del ferro poi venne l'etade
durò tal viver lieto senza guerra
e, se 'l mio dir non erra,
casa non era a quel tempo con mura.
Viveva ciaschedun senza paura
d'adulterî, di furti e di rapina
e d'infiniti mal, ch'al mondo or veggio.
Solo lochi selvaggi era a lor seggio,
con dolci canti senza scoglio o spina.
Parea cosa divina
el senno e la bontà ch'a quel tempo era;
ogni parola vera
si ritrovava con dolcezza e pace,
facendosi al ben fare ogni om sequace.
Ma poi che venne la pessima usanza
de l'argento e de l'oro al mondo tristo,
omo non fu mai visto
che fusse di virtù perfetto amico.
Chi di tesoro fa maggiore acquisto
di senno e di bontà ciascuno avanza,
ben che tenghi per 'manza
qualunche vizio a Dio sia più nemico.
Egli è per certo, ancor più ch'io non dico,
che questo fragil mondo è sì imbrattato
che non se trova più chi guardi el cielo.
Prima vede uom cangiarsi el viso e 'l pelo
che gastigar se vogli dal peccato;
misero e tristo stato
d'ogni mortal, che non cognosce e crede
quel che più chiaro vede,
ché per ben far s'acquista eterna vita
e per mal operar doglia infinita!
Giustizia è gita via, Prudenza ancora,
uomo né donna non cura vergogna:
deh, quanto è trista rogna
che se chiama el mal far maggior sapere!
Ciascun, per far quanto al corpo bisogna,
niente cura e vuol che l'alma mora,
né mai non fa dimora
a far quanto mal può per più tenere.
Se mai la tua ragion cercassi avere,
se non t'aiti con molta moneta,
grida quanto più puoi, mai serai inteso.
El povero uom, facendo bene, è offeso;
per lui sta ogni legge sempre queta
ed ègli posto meta
che non possi parlar più ch'altri voglia.
Ma chi ha buona scoglia
di molto argento può ben far gran male,
ché legge alcuna contra lui non vale.
Non ci è più Pudicizia né Fortezza:
ciascuna omai perduto ha il suo valore;
non se curan d'onore
sonno fuggite e veramente morte.
Superbia è fatta del mondo signore,
e, quanto più se regge con asprezza,
è maggior gentilezza,
pur che Ira e Sdegno tenghi per sue scorte.
Solo colui è tenuto uom forte
che può per forza far quanto ha in disio,
non guardando a ragion né cosa onesta.
Beato è chi del mal far non si resta
e chi vedere el ciel posto ha in oblio!
Devenir falso e rio
è tenuto virtù e gran prudenza,
e con questa sentenza
se regge el mondo e vol ch'ogni ria cosa
se possi far per dare al corpo posa.
Se volessi trovar donna pudica,
fara'ne una scolpir di marmo fino,
ché chi beve acqua o vino,
quando uom la vuol, al suo voler la piglia.
Chi ha denari sempre al suo dimino
qualunche donna, ancora a lui nimica,
se la farà sì amica
che non che lei, ma gli darà la figlia.
Quanto potrai pensare e alzar le ciglia,
già mai non troverai chi casta sia,
pur che tu voglia al tuo piacer condulla.
Sia donna antica, giovene o fanciulla,
ciascuna a fare il male è falsa e ria;
non giova gelosia
né in guardia grande star per farle oneste;
sonno ognor sì moleste
e nel peccato tanto fiere e pronte
che tutto fanno con sfacciata fronte.
Misero è ben colui che è sì 'gnorante
che per figliuoli aver vol pigliar moglie,
e per uscir di doglie
entra in pena eternale e crudel foco.
Lo sfortunato convien che se spoglie
d'onor, de libertà, e per astante
arà sempre davante
la morte, sì che in pace starà poco;
in chiamando merzé diverrà fioco,
né mai porrà sì far ch'ella si mova
a confortarlo d'un piccol sospiro.
Contenta serà ben del suo martiro,
volendo che di sé facci ogni prova
e, perché più gli giova
el mutar spesse volte novo isposo
che star con lui in riposo,
il farà far per forza cieco e muto:
meglio serìa non fusse mai veduto.
Temperanza se trova sal dipinta
che con misura l'acqua e il vin dimostra,
ma questa gente nostra
vuol pure il corpo impir più che non tiene.
Nel spender troppo ogni uom, fa festa e giostra,
poi che ragione dal mal fare è vinta
ed in tal modo estinta
che tôr la robba altrui già se conviene.
Amico né parente uom non retiene
per poter ben saziar sua voglia estrana,
libidinosa, adultera e perversa.
La gloria d'esta donna è sì somersa
e lei fatta è da noi tanto lontana
che casa iniqua e vana
se può ben fare amai senza alcun freno.
Non è più el ciel sereno,
ma tanto oscuro e sì di nebbia carco
ch'a suo volere ogni uom trapassa el varco.
O potenzia de Dio, quanto è dolente
chi spera, stando al mondo, esser felice,
essendo esso radice
di pianto e doglia e venenoso frutto!
Di lui per ciascheduno il ver se dice
ch'esso è cagion che le virtù sien spente
e dal primo parente
non generò già mai altra che lutto.
Conviensi adunque abandonarlo in tutto
per potere acquistar vita beata
e non veder ben mille morte il giorno.
De inganni e tradimenti ha tanti intorno
che, seco stando, l'anima è dannata
veder chi l'ha creata
e gire ad abitare al foco eterno,
ove, se 'l ver discerno,
modo non è a minuir la pena,
la quale a maggior morte ognor ci mena.
— Canzon, che vedi questa vita attiva
alla nostra salute esser contraria
e chi la segue al fine esser disfatto,
dirai che Colui che el mondo ha fatto
e giorno e notte in mille modi varia
per cosa necessaria,
comanda a chi vuol seco esser giocondo
ch'egli abandoni el mondo
e che contempli lui che è Signor vero,
ponendo al suo servigio ogni pensero.