LVI
Ne miei
dove 'l manco mio
voltomi a Dio vie più costante e forte,
né del mondo temea suo' falsi inganni.
Quel vero Iddio ne' suoi celesti scanni
mi si mostrò coll'immortal sua corte,
e mi fe' degno d'immortal sue scorte,
colla qual oggi seguo i settanta anni.
Non mi spaventa la mia povertate,
se ben con tre figliuol che Dio m'ha dati
in questa così stanca mia etate,
che bisogna più far conti invecchiati:
mostrisi quella vostra amplia pietate,
e con quella virtù sien terminati.