LVI

By Giovanni Boccaccio

Se quel serpente che guarda il tesoro,

del qual m'ha fatto Amor tanto bramoso,

ponesse pur un poco el capo gioso,

io crederrei con un sottil lavoro

trovar al pianto mio alcun ristoro:

né in ciò sarebbe il mio cor temoroso,

come che già, in punto assai dubbioso,

già mi negasse il promess'adiutoro.

Ma pria Mercurio chiuderà que' d'Argo

cantando di Siringa, che 'n que' due

io possa metter sonno col mio verso;

e prima nelle lagrime ch'io spargo

morendo adempierò le voglie tue,

crudel Amor, ver me fiero e perverso!