LVI

By Giovanni Della Casa

Or pompa e ostro, e or fontana ed elce

cercando, a vespro addutta ho la mia luce

senza alcun pro, pur come loglio o felce

sventurata, che frutto non produce.

E bene il cor, del vaneggiar mio duce,

vie più sfavilla che percossa selce,

sì torbido lo spirto riconduce

a chi sì puro in guardia e chiaro dielce,

misero; e degno è ben ch'ei frema e arda,

poi che 'n sua preziosa e nobil merce

non ben guidata, danno e duol raccoglie.

Né per Borea giamai di queste querce,

come tremo io, tremar l'orride foglie:

sì temo ch'ogni amenda omai sia tarda.