LVII

By Benvenuto Cellini

S'alzar già lieti a Dio tre i più begli

spirti lucenti, che la felice alma,

accesa a quello, ardita i cieli spalma:

parien che sol per lei fur fatti quegli.

Se l'alm'è equale e i corpi a lei frategli,

un lieve e l'altro con più greve salma,

felice in voi e gloriosa calma,

di gemme e d'oro ancor vi ornò i capegli.

Quel Dio, qual già mai non mutò voglia,

mutossi allor con ambe mani a' poli,

fermo che sol di lui la grazia avessi.

Beato a voi, e noi al mondo soli

amici e servi in tanto ben commessi,

ch'immortal fate a noi la mortal spoglia.