LVII

By Giacomo Lubrano

Talpa di senno e di delirii un Argo

devo ad un finto Sol gli Ecclissi miei.

Bevo per manne tossichi Letei,

e vegghio in profondissimo letargo.

Più mi si stringe il cor, se più l'allargo:

se più scuso i pensier', gli fo più rei.

I precipizii ancora ho per trofei:

piango le stesse lagrime che io spargo.

Dialogizo solo, e non m'intendo;

nel cercar libertà, più la rifiuto;

màrtire de' capricci agghiaccio ardendo.

Godo in perder me stesso, e per tributo

ad un reprobo Amor l'Anima spendo,

mezzo vivo, mezzo uomo, e tutto un Bruto.