LVII

By Lorenzo de' Medici

Quel ch'io amavo già con più disio,

più molesto m'è or, più mi dispiace;

quel ch'era mia letizia e la mia pace,

è la mia guerra al tutto e il dolor mio.

El tempo lieto è più dolente e rio;

quel disio ch'era acceso, or spento giace;

e la speranza mia, già si vivace,

fatta è paura; e quel temea, disio.

Quel tempo, che tardava a venir tanto,

or fugge via veloce più che pardo:

così Fortuna ha vòlto ogni mia sorte.

Vòlto è il dolce in amaro, e 'l lieto in pianto;

fatto son pigro al tutto e lento e tardo,

veloce più che mai verso la morte.